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Teak Perché viene ripensato e come sta cambiando il decking marino

Il Teak è da tempo sinonimo di qualità, artigianalità e status nella costruzione di imbarcazioni. Dai superyacht alle imbarcazioni da diporto, il suo fascino tradizionale lo ha reso per decenni la scelta principale per i ponti e gli interni.

Ma questa eredità è ora sotto pressione. Le preoccupazioni per la sostenibilità, l'inasprimento delle normative, la limitatezza delle forniture e le mutate aspettative dei clienti stanno costringendo l'industria nautica a ripensare a ciò che deve stare sotto i piedi.

Questo cambiamento è al centro di una recente inchiesta della BBC sul teak e le sue alternative, alla quale Flexiteek è stata invitata a contribuire in quanto uno dei produttori di decking sintetico di più lunga data.

Perché il Teak è così difficile da sostituire

Il dominio del Teaknon è puramente tecnico, ma psicologico.

Per molti armatori e costruttori, il teak rappresenta autenticità e prestigio. Questa percezione ha storicamente rallentato l'adozione di alternative, in particolare nel settore dei superyacht, dove la tradizione e l'estetica spesso prevalgono sulla praticità.

Tuttavia, teak comporta anche delle sfide. Una volta installato, è difficile da rimuovere senza rischiare di danneggiare lo scafo. Richiede una manutenzione regolare e l'uso di prodotti chimici aggressivi per la pulizia, e inevitabilmente diventa grigio a meno che non venga trattato pesantemente.

Inoltre, il teak maturo e di alta qualità è sempre più scarso. Il teak di piantagione impiega decenni per raggiungere la densità e la durata necessarie per l'uso marino e gran parte delle migliori forniture storiche provengono da regioni ora associate alla deforestazione e al disboscamento illegale.

Negli ultimi anni la legislazione si è notevolmente inasprita, limitando le importazioni da luoghi come il Myanmar e limitando l'accesso al materiale di vecchia crescita. Il risultato è che il teak disponibile legalmente è spesso più morbido, meno resistente e di breve durata, una realtà che ha iniziato a danneggiare la reputazione del teakstesso.

L'ascesa delle alternative sintetiche

Con l'aumento della pressione sul teak naturale, le alternative si sono evolute rapidamente.

I primi ponti sintetici, introdotti alla fine degli anni '80 e '90, offrivano resistenza ma mancavano di realismo. Oggi le cose sono cambiate. Grazie ai progressi della scienza dei materiali, i moderni decking sintetici replicano fedelmente l'aspetto, la struttura e le variazioni tonali del legno naturale, superandolo in consistenza e manutenzione.

Flexiteek ha iniziato a sviluppare decking marini sintetici nel 1999, lanciando il suo prodotto di prima generazione nel 2000. Da allora, l'azienda ha introdotto generazioni successive incentrate su prestazioni di raffreddamento, durata, stabilità ai raggi UV e facilità di manutenzione.

Un'importante pietra miliare è stata raggiunta nel 2014 con il lancio della seconda generazione di Flexiteek, che si è raffreddata molto più velocemente rispetto ai prodotti precedenti ed è più facile da pulire, affrontando due delle obiezioni più comuni ai ponti sintetici.

Un cambio di passo: PVC bio-attribuito

Virtue V10 Cabin equipaggiato con Flexiteek
Virtue V10 Cabin equipaggiato con Flexiteek

Nel 2024, Flexiteek ha lanciato il suo prodotto di terza generazione, Flexiteek 3, che incorpora PVC bio-attribuito, una novità assoluta per il settore dei decking marini.

Invece di affidarsi al PVC a base di combustibili fossili, il polimero centrale è ricavato dal tall oil, un sottoprodotto della silvicoltura sostenibile in foreste gestite in Finlandia, Svezia e Stati Uniti. Il legno residuo della produzione di legname viene spappolato e la resina che ne deriva diventa la materia prima del PVC.

Questo approccio riduce significativamente l'impatto ambientale, pur mantenendo le caratteristiche prestazionali richieste per l'uso marino.

Flexiteek 3 migliora anche il comportamento termico, raffreddandosi più rapidamente sotto i piedi, e riduce fino all'80% la necessità di prodotti chimici per la pulizia. Nella maggior parte dei casi, i ponti possono essere puliti solo con acqua dolce, con il minimo sforzo.

È importante notare che il materiale è riciclabile al 100% una volta rimosso, a condizione che l'adesivo venga separato, una sfida che l'industria sta attivamente lavorando per affrontare a livello globale.

Prestazioni comprovate, non una soluzione a breve termine

La durata rimane un fattore critico. Anche se alternative come il sughero e la schiuma EVA hanno il loro posto, in genere durano tra i tre e i dieci anni.

Al contrario, il decking sintetico in PVC ha una longevità dimostrata che si misura in decenni. Alcuni ponti Flexiteek di prima generazione, installati oltre 25 anni fa, sono tuttora in servizio.

La sua lunga durata è uno dei motivi principali per cui il decking sintetico ha guadagnato terreno nei settori della nautica da diporto e commerciale, dalle scialuppe e dai tender ai catamarani, agli yacht a motore e persino ai traghetti.

I prodotti Flexiteek sono oggi richiesti da un'ampia gamma di produttori, tra cui Beneteau, Princess, Oyster, Williams, Ribeye e altri, e sono utilizzati in Europa, Australia e in un mercato statunitense in rapida crescita.

Controllo e coerenza della produzione

Sede centrale di Flexiteek - Flexiteek International
Sede centrale di Flexiteek - Regno Unito

Una svolta importante per Flexiteek è arrivata nel 2019, quando l'azienda ha portato la produzione completamente all'interno dell'azienda con l'acquisizione dello specialista britannico dell'estrusione Wilks.

Oggi, tutta la produzione di materie prime avviene nell'Essex, consentendo un controllo preciso sulla formulazione, la riduzione dei rifiuti, il riciclo dell'acqua e la costanza della qualità. I pannelli per decking finiti vengono poi prodotti e forniti attraverso centri regionali per supportare i costruttori e gli installatori locali.

Questo controllo interno ha permesso un'innovazione più rapida, una maggiore coerenza e una migliore sostenibilità del processo produttivo.

Siamo al punto di svolta?

Secondo Flexiteek, il settore è ora al di là della prima adozione.

La transizione dal teak ha subito un'accelerazione tra il 2020 e il 2022 e i recenti progressi, tra cui il PVC bioattribuito e il design migliorato dei listoni multitono, stanno cambiando le percezioni di lunga data.

Mentre il teak domina ancora alcune parti del mercato dei superyacht, il settore delle imbarcazioni da diporto e di produzione ha raggiunto un punto di svolta. Gli armatori sono più attenti all'ambiente, ai costi e sempre meno disposti ad accettare gli oneri di manutenzione e le preoccupazioni etiche associate al teak naturale.

Il decking sintetico non è più visto come un compromesso, ma come una scelta moderna e responsabile a tutti gli effetti.


Leggete qui l'articolo completo della BBC sul teak e sulle alternative di decking marino:
https://www.bbc.co.uk/news/articles/clygdez8d41o


Scritto e curato da Emily Lofthouse.

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